Nuovo incubo di questa estate 2026. Il vibrio vulnificus, noto come “batterio mangiacarne” e che ha già provocato due vittime in Florida, è sotto osservazione nello Stretto di Messina. Come riporta la Gazzetta del Mezzogiorno, una ricerca del che risale già a 21 anni fa, condotta dall’università della città, aveva analizzato la diffusione proprio nelle acque tra la Sicilia e la Calabria e nel plancton.
Il batterio vive in acque calde e salmastre, in particolare negli estuari e nelle zone costiere con temperature superiori ai 20°C. È diffuso soprattutto nei mari tropicali e temperati, ma l‘aumento delle temperature potrebbe favorire la diffusione in aree in cui prima non viveva.
È pericoloso per l’uomo attraverso due vie principali di contagio: si può contrarre ingerendo frutti di mare crudi o poco cotti, soprattutto ostriche. Può causare gastroenterite acuta con diarrea, vomito e febbre, gonfiore e dolori vari. Oppure, il contagio può avvenire con contaminazione diretta, attraverso ferite aperte ed esposte con acqua di mare contaminata. I rischi sono infezioni cutanee gravi, capaci di evolvere rapidamente in fascite necrotizzante (la cosiddetta “malattia carnivora”).
Il prof. Bassetti lancia l'allarme
Il tema è stato trattato dall'infettivologo Matteo Bassetti. "Il Vibrio vulnificus - spiega - è "un batterio che si può prendere quanto si nuota, che mangia la carne e agisce rapidamente". Il patogeno "vive in acque costiere calde e salmose, può entrare nel corpo attraverso piccoli tagli o consumo di frutti di mare crudi, progredendo rapidamente in un'infezione mortale". Infatti, "sebbene le infezioni da Vibrio vulnificus siano rare, sono molto pericolose, con una letalità del 20%", sottolinea il primario dell'Irccs ospedale policlinico San Martino di Genova. "Il batterio può causare una fascite necrotizzante", ossia "un'infezione grave che distrugge rapidamente la pelle e i tessuti circostanti, diffondendosi direttamente nel sangue. In quelle aree, come la Florida, occorre evitare le acque costiere calde se si hanno ferite aperte o tatuaggi appena fatti e assicurarsi che tutti i frutti di mare siano cotti a fondo", raccomanda Bassetti.










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