Diretto come un treno. Il presidente della quarta municipalità di Catania, Rosario Cavallaro, attacca il presidente del Catania Fc Rosario Pelligra e i vertici della società etnea.
In una lettera rivolta al numero uno del club, il presidente Cavallaro denuncia il ridimensionamento del settore giovanile a danno dei giovani talenti catanesi.
“Questa estate sono stati i tifosi a chiederlo. Oggi lo faccio io”, afferma deciso Cavallaro. Il presidente del IV Municipio contesta che una società professionistica con ambizioni importanti non possa permettersi di ridimensionare il vivaio: secondo quanto riportato nella sua nota, oltre 30 ragazzi delle classi 2010 e 2011 sarebbero stati mandati a casa in seguito alla mancata iscrizione dell’Under 16 regionale.
Cavallaro nutre molti dubbi sulla programmazione societaria, partendo da uno standard minimo - settore giovanile completo - per una società di passaggio in Serie C, con ambizioni di crescita mai nascoste.
Cavallaro non condivide inoltre la scelta di aver allontanato diversi giovani catanesi, sostenendo che al loro posto sarebbero stati privilegiati ragazzi provenienti da altre province e territori. Il presidente della IV municipalità sottolinea poi il caso di Alessandro Coriolano, trequartista e leader indiscusso della Primavera guidata lo scorso anno da Marco Biagianti (tecnico che ha fatto benissimo in rossazzurro ma lasciato libero di trovarsi una sistemazione), il quale sarebbe stato invitato a cercarsi da solo una nuova squadra (Licata, Serie D) senza dargli l'opportunità - anche agli altri - di poter quantomeno affacciarsi nella rosa della prima squadra.
Cavallaro va giù dritto al cuore del problema: “Quale legame può mantenere un giovane catanese con il club che non riesce a valorizzare i talenti del territorio?”.
Nella sua lettera, Cavallaro riconosce a Ross Pelligra i massici investimenti effettuati sul Catania in questi anni (30 milioni circa) ma sottolinea che una parte significativa delle risorse deriva anche da abbonamenti, biglietti e sponsorizzazioni. Il presidente del IV Municipio richiama quindi il peso economico e identitario della tifoseria e sostiene che la società dovrebbe tenerne conto nelle scelte strategiche.
Nella sua nota, Cavallaro, cita il modello di altre società, in grado di ottenere risultati sportivi con budget più contenuti: come dire, insomma, il problema non è solo economico ma soprattutto gestionale.
Da qui, nasce l’attacco a Vincenzo Grella, figura centrale a livello manageriale: “Se è questa la sua visione di sport sul teritorio, se è indispensabile per lei Grella, le consiglio di vendere tutto”.


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