
Una sorta di “tradimento” del Catania. Il club ha voltato le spalle ai 30 giovani - speranze - che avrebbero dato l’anima per raggiungere i vertici della loro squadra del cuore. Una decisione che in parte intacca il gran lavoro dell'indimenticato Orazio Russo, vero punto di riferimento del calcio giovanile targato Catania degli ultimi 10 anni.
In Australia, forse, il settore giovanile non è preso in seria considerazione, ma a Catania, è bene ricordarlo, c’è sempre stata una grande tradizione: Pippetto Fichera, Riccardo Caruso, Giovanni Platania, Alfredo Nicotra, Nino Leonardi, Gigi Chiavaro, Nino Cantone, Guido Angelozzi, Salvo Privitera, Maurizio Romeo, Carlo Breve, Giuseppe Tringale e altri centinaia di ragazzi furono giocatori che fecero la storia del calcio non solo catanese, ma nazionale! Incredibile: tutte, e dico tutte, le società di calcio del mondo hanno realizzato settori giovanili di grande capacità economica (specialmente la Spagna…) e il Catania, invece di valorizzare il patrimonio interno, che fa? Butta alle ortiche un promettente vivaio!
Ma qual è il vero motivo si chiedono i genitori di questi ragazzi? Perché non hanno detto loro la verità in questi anni di permanenza nella società rossazzurra? Perché il vice presidente Grella che aveva promesso più comunicazione, più progettualità, più rapporti con i tifosi adesso si è tirato indietro nei confronti della società civile di Catania?
Tra i tifosi rossazzurri ci sono anche docenti, ingegneri, magistrati, capitani di polizia , non si
vive di solo pane, ma di ogni intellettuale di grande livello (Antonio Di Grado…) che ha amato il Catania Calcio sin dal 1960!
Adesso il sindaco Trantino – già informato di questi tristi avvenimenti - cosa farà? Perché le altre società catanesi Catania Nuova, Real Trinacria, Catania 80, Real Catania, Rinascita San Giorgio e tante altre alzeranno la cresta e, a viva voce, pretenderanno il campo di Nesima a loro disposizione, visto che il Paratore è stato chiuso e, udite, udite! - al campo di Zia Lisa stanno cominciato lavori straordinari per il terreno di gioco e per l’illuminazione! Pazzesco, mai successo nulla di simile in 60 anni di calcio giovanile.
Adesso le malelingue aprono il taglio ad alcune considerazioni: forse è questo l’ultimo anno della famiglia australiana? Forse c’è già una cordata misteriosa che vuole prendere il Catania per un boccone di pane?
Forse c’è la Lazio di Lotito che, oltre alla Reggina, vuole invadere il territorio catanese con un’altra ondata di normanni, svevi o aragonesi? E una sirena ulissiaca con il suo dolce canto sta già chiedendosi per quale vero motivo è stato comprato il meraviglioso impianto di Torre del Grifo se la società non ha iscritto neanche gli Allievi Regionali? Mistero.
Una cosa è certa: continuando di questo passo molti tifosi catanesi cambieranno idea, perché il Bari e la Salernitana hanno già creato i presupposti per vincere il campionato. Ma nel nostro cuore palpitante, dopo i meravigliosi anni della serie A, c’è sem
pre un lumicino, una speranza, un bon bon di cioccolato, che si chiama cuore rossazzurro. Su questo non ci sono dubbi.
Nella foto di Gianni D’Agata i ragazzi del Catania che fecero carriera da Giovanissimi, Allievi e Primavera guidati dal grande Melo Russo.









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