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di Alfio Franco Vinci
Cinquantatre anni fa, nel 1973, in piena crisi petrolifera con domeniche a piedi (tranne chi girava in carrozza con cocchiere, come facevo io con la mia futura moglie…), prezzi della benzina e dei beni di prima necessità fuori controllo, emerse dalle profondità del codice penale il reato di aggiotaggio, con reclusione fino a tre anni, per chi tenesse comportamenti finalizzati a far innalzare immotivatamente i prezzi dei beni, giustificando ciò con le difficoltà di approvvigionamento.
Un attore satirico del tempo, che si esibiva nei locali vip, il dottor Lorenzo Spagna, inventò perfino una barzelletta che diceva:”qual’è il reato tipico degli arabi?
L’aggiotaggio, perché dicono: AGGIO
IL PETROLIO E TAGGIA’ FOTTERE A TUTTI I COSTI“.
Ciò perché ogni rialzo di prezzo veniva giustificato con l’aumento del prezzo del petrolio e quindi della benzina.
Ma scherzi a parte, il Governo dell’epoca, RUMOR, affrontò con rigore l’impennata dei prezzi e lanciò una campagna con lo slogan: ”Difendi la tua spesa, chiama il Governo 549090, portato da un manifesto con una bilancia al centro. In ogni prefettura venne insediato un gruppo di lavoro che lavorò duramente ed efficacemente.
Moltissimi i controlli, anche sulla base delle segnalazioni dei cittadini ( 549090), affidati alla Guardia di Finanza e alle squadre annonarie dei vigili urbani, che in molti casi diedero luogo ad attività della Autorità giudiziaria, che fu particolarmente incisiva, anche per effetto della rilevanza sociale del reato, percepito come odioso.
Ciò premesso, è di questi giorni una ricerca, controllata, verificata sia per la fonte documentale, che per l’attendibilità dell’autore, da cui emerge che:
Nel 2008 il prezzo del petrolio era di 147 dollari al barile, e il carburante diesel alla pompa era di 1,30 euro al litro; nel 2026, il prezzo del petrolio è di 87 dollari al barile, e il carburante diesel di 2,10 euro litro.
Quindi, con un prezzo del petrolio più basso del 59%, il prezzo del carburante è più alto del 65%, rispetto al 2008.
Qualcosa non quadra e, a mio sommesso avviso, i controlli non vanno dispersivamente fatti alla pompa di erogazione del carburante, ma la’ dove il petrolio entra a 87 dollari al barile (cioè 47 CENTESIMI DI EURO AL LITRO) ed esce a 2,10 centesimi di Euro al litro,, mentre nel 2008,entrava a 80 centesimi al litro ed usciva a 1,30 euro al litro.
Forse è il caso di rispolverare il vecchio articolo 501 del codice penale, a riposo da troppo tempo.
La matematica non è il mio forte, ma l’olfatto si, e, se non mi sbaglio, per dirla con Shakespeare,”c’è del marcio in Danimarca“.










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