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Il Fronte Antifascista ha formalmente chiesto alla Prefetta di Trento, Isabella Fusiello, e, per conoscenza, al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, di impedire lo svolgimento del raduno internazionale neonazista denominato “Ritorno a Camelot”, annunciato in Trentino dal 3 al 6 settembre 2026.
Secondo le informazioni finora diffuse, l’iniziativa sarebbe promossa dal Veneto Fronte Skinheads e dovrebbe richiamare militanti e simpatizzanti di formazioni naziskin e neonaziste provenienti da diversi Paesi europei. La località indicata dalle indiscrezioni è Pietramurata, frazione del Comune di Dro, nell’Alto Garda, anche se il luogo viene mantenuto riservato dagli organizzatori e non risulta ancora ufficialmente confermato.
Il programma annunciato comprenderebbe concerti di gruppi appartenenti alla scena RAC – Rock Against Communism, conferenze, stand, diffusione di materiale propagandistico e momenti di aggregazione politica.
Particolare preoccupazione desta il possibile coinvolgimento del network internazionale Blood & Honour, organizzazione neonazista nata nel Regno Unito e collegata a Combat 18, sua componente armata. Blood & Honour è inserita dal 2019 nell’elenco ufficiale delle entità terroristiche del Governo canadese, che le attribuisce attività violente, omicidi, attentati incendiari e l’utilizzazione di concerti e raduni come strumenti di propaganda, mobilitazione e reclutamento.
Nella lettera inviata alle autorità, il Fronte Antifascista richiama l’articolo 17 della Costituzione, la XII disposizione transitoria e finale, gli articoli 1, 4 e 5 della legge Scelba, gli articoli 604-bis e 604-ter del codice penale e l’articolo 2 della legge Mancino, che punisce, nelle pubbliche riunioni, l’esibizione di simboli e le manifestazioni esteriori proprie o usuali di organizzazioni aventi finalità discriminatorie o violente.
Viene richiamata anche la sentenza delle Sezioni Unite della Corte di cassazione n. 16153 del 2024, secondo la quale tali condotte possono integrare il reato previsto dalla legge Mancino quando, valutate nel loro concreto contesto, risultino espressive dell’ideologia e delle finalità delle organizzazioni indicate dall’articolo 604-bis del codice penale.
Il Fronte Antifascista ha chiesto alla Prefetta di convocare e attivare il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, individuare la località effettiva del raduno, identificare organizzatori, finanziatori e gruppi partecipanti, verificare l’eventuale presenza di persone segnalate per terrorismo o estremismo violento e impedire l’ingresso nel territorio nazionale dei soggetti pericolosi.
È stato inoltre richiesto di vietare lo svolgimento dell’iniziativa, qualora ne siano confermati natura, contenuti e rischi, e di trasmettere all’autorità giudiziaria ogni elemento rilevante ai sensi della legge Mancino, della legge Scelba e della normativa contro il terrorismo e l’eversione dell’ordine democratico.
«Non siamo davanti a un evento folkloristico o a un semplice concerto», dichiara l’avvocato Antonio Fiumefreddo, coordinatore nazionale del Fronte Antifascista. «Ci troviamo di fronte a un appuntamento internazionale che, per i soggetti annunciati, la simbologia, i contenuti e le finalità propagandistiche, rischia di diventare uno strumento di organizzazione e reclutamento delle reti neonaziste europee».
«Non chiediamo di reprimere un’opinione, per quanto radicale e ripugnante», prosegue Fiumefreddo, «chiediamo l’applicazione delle leggi della Repubblica. La libertà di riunione e di manifestazione del pensiero non può essere invocata per propagandare la superiorità razziale, l’antisemitismo, la discriminazione e la violenza. La democrazia tutela il dissenso, ma non è tenuta a offrire spazi a chi lavora per distruggerne i valori fondanti».
La concomitante presenza a Trento, il 5 settembre, del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, atteso per le celebrazioni dell’ottantesimo anniversario dell’Accordo De Gasperi-Gruber, rende la vicenda ancora più grave sotto il profilo istituzionale e simbolico.
«Mentre il Capo dello Stato celebra un accordo fondato sulla convivenza, sulla tutela delle minoranze e sul superamento dei nazionalismi, sarebbe inaccettabile consentire, nello stesso territorio, un raduno internazionale neonazista, razzista, antisemita e suprematista», conclude Fiumefreddo.
La notizia è che ci sarà anche Futuro Nazionale. Lo ha annunciato Emilio Giuliana, responsabile locale del partito di Roberto Vannacci.
Il Fronte Antifascista attende ora una risposta urgente dalla Prefetta di Trento e dal ministro dell’Interno, considerata l’imminenza delle date annunciate.
Avv. Antonio Fiumefreddo
Coordinatore nazionale del Fronte Antifascista
Ufficio di coordinamento nazionale coordinamento@fronteantifascista.it









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