
“Il capo della Protezione civile regionale, Salvo Cocina, ha detto una cosa che in Sicilia in pochi hanno il coraggio di dire: in alcuni luoghi la natura non accetta le case, che vanno quindi rimosse dalle aree più esposte ai rischi di frane, alluvioni e mareggiate, sempre più frequenti ed estremi a causa dei cambiamenti climatici", afferma Tommaso Castronovo, presidente di Legambiente Sicilia.
Che aggiunge: “Lo apprezziamo e lo prendiamo sul serio. Se è così, bisogna aprire subito un percorso di delocalizzazione delle case e delle infrastrutture più a rischio, con una mappa delle aree pericolose, tempi certi e risorse per chi deve trasferirsi. E, da subito, va chiusa una falla normativa: la legge regionale 78/1976 vieta di costruire entro 150 metri dalla battigia, ma lascia ancora aperta un’eccezione per le zone A e B dei piani regolatori, nata nel 1976 per fotografare l’esistente e oggi, di fatto, utilizzata per continuare a costruire e ampliare sulla costa”.
Poi un appello: “Va vietata ogni nuova costruzione e ogni ampliamento entro i 150 metri, senza eccezioni legate alla zonizzazione. Ma delocalizzare le case richiede tempo, consenso e risorse: lo sappiamo e lo capiamo. Diverso è il discorso per strade, parcheggi, piste ciclabili e piazzette, che non richiedono il consenso di alcun privato. Eppure, dopo il ciclone Harry, le strade lungomare e altre infrastrutture della costa siciliana sono state ricostruite in fretta e furia — anche con appalti della Protezione civile — mantenendo la stessa larghezza di prima, cioè rioccupando la stessa porzione di spiaggia, anche dove sarebbe stato possibile arretrarle. Sono stati ricostruiti anche parcheggi, piste ciclabili e piazzette che si sarebbero potuti sacrificare per restituire profondità alla spiaggia”.
Stoccata finale: "Ed è proprio la profondità della spiaggia a dissipare l’energia delle onde, la stessa energia che poi si scarica sulle fondazioni delle case.Il riconoscimento del capo della Protezione civile siciliana è un primo passo importante. Ma va accompagnato da atti concreti, con tempi diversi a seconda di ciò che deve essere spostato: subito per le infrastrutture pubbliche, in modo pianificato ma senza rinvii per le case”.
Lo dichiara Tommaso Castronovo, presidente di Legambiente Sicilia










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