di Alfio Franco Vinci
Da queste stesse pagine lo scorso 2 Luglio,77 giorni fa, prendendo spunto da un intervento del presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, sull’argomento bollo auto, formulavo una proposta riguardante “ la tassa più odiata dagli italiani “.
L’imposta patrimoniale su bene mobile registrato infatti, comunemente denominata tassa di possesso auto, è infatti una aberrazione giuridica.
L’imposta nasce nel 1926 (è una centenaria non festeggiata) come tassa di scopo per la costruzione e la manutenzione della rete stradale, e così resta fino al 1982.
Accettata perché finalizzata,e con risultati tangibili.
La rete stradale, infatti cresce, e lo stato generale delle strade e’ ottimo.
Se l’auto non circola non paga, fino al 1956, per i primi trent’anni.
Poi nel 1982, Governo Spadolini di centro sinistra,la tassa di scopo muore, e, come l’araba fenice, risorge come imposta patrimoniale su bene mobile registrato, “ la più odiata dagli italiani “, e da 44 anni, iniquamente pesa sugli italiani e viene utilizzata come strumento di prelievo forzato e di punizione del benessere, alimentando “ l’odio di classe “, sempre pronto a fare capolino.
Giovedì dopo un susseguirsi di anticipazioni dei due vice premier, la presidente del Consiglio porta in approvazione l’abolizione del bollo auto, per le auto over 80kw e per le moto, sulla cui applicazione ed utilizzo, si è subito messo all’opera l’ UCASE (ufficio complicazioni affari semplici).
E quindi, invece di dire guardate il libretto e , se avete meno di 80kw, l’anno prossimo non si paga, incominciano ad uscire elenchi e tabelle, a conferma che la politica ha le idee chiare,l’ amministrazione invece, non solo non le ha, ma le complica ai cittadini.
E allora , sommessamente, ripropongo la formula proposta il 2 luglio, che ci pone al riparo da qualche prevedibile marcia indietro politica o contabile.
Il gettito teorico (perché non tutti pagano), dell’imposta di possesso su bene mobile registrato (volgarmente chiamato BOLLO), è di 6,5 miliardi di euro l’anno.
Tale importo, spalmato sui 30 miliardi di litri di carburante venduti ogni anno, darebbe luogo ad un aumento di 0,21 centesimi litro.
Ciò farebbe realizzare il miracolo della resurrezione, dopo 100 ANNI, della tassa di scopo, ed ognuno pagherebbe per quanto USA LE STRADE.
Il ritorno al passato non è esercizio di nostalgia, ma di politica economica
Perché non provare ?










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