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di Alfio Franco Vinci
Sabato 2 agosto ore10,30 a Letoianni. Sabato di ordinaria follia. Gli accessi al paese sono già sbarrati.
Sulla strada nazionale, in prossimità dei varchi si cominciano a formare le prime colonne di contestatori che a suon di clacson vorrebbero entrare a tutti i costi.
I collaboratori, ingaggiati dal Comune, che danno una mano nel periodo estivo, fanno seriamente il loro lavoro, non facile, specie perché nei fine settimana, sui paesi della riviera Jonica messinese si riversa un'umanità molto variegata.
Molto diversa la situazione all’interno del paese dove non c’è l’ombra di un vigile urbano e nemmeno l’ectoplasma di un carabiniere.
La ”locale Stazione“, come si dice in gergo parlando dei Carabinieri, non risponde nemmeno al telefono e la deviazione automatica al 112 non avviene.
Non parliamo poi delle auto: spesso parcheggiate sopra i marciapiedi, rendendo difficoltoso anche il passaggio dei pedoni (impossibile per disabili).
Volevo così segnalare, “a chi di dovere” che nel tratto di lungomare in prossimità dell’ufficio postale, un gruppo di gelesi (così si sono dichiarati), tutti perfettamente a torso nudo e artisticamente tatuati, non solo circolavano per la strada in quel precario abbigliamento, ma senza degnare di uno sguardo l’avviso affisso in vetrina: sono infatti entrati in un negozio di alimentari e frutta, ordinando panini imbottiti (da trovare pronti alle ore 12,30).
Non si sono accorti, o lo hanno volutamente ignorato, come la gente li guardava.
Ho ritenuto di far loro notare che non potevano comportarsi così, anche perché il divieto di “defilè’” seminudi è disposto con un'ordinanza del Sindaco.
Non l'avessi mai fatto: gli insulti che mi sono arrivati addosso non sono riportabili.
L’imbarazzo di essermi dimenticato di essere un anziano di 75 anni , certamente non in grado di fronteggiare il terzetto, brucia più degli insulti.
Quel tratto di lungomare è frequentato da turisti, molti stranieri, e villeggianti, che spesso vedono, annuiscono e poi girano lo sguardo altrove. Forse perché educazione e rispetto sono andate in vacanza?
Ho provato ad allertare le forze dell’ordine , ma è stato come cercare l’acqua nel deserto.
Subisco, ma non taccio e non mi rassegno, questo è certo.










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