Mistero fitto e troppe ombre. Sarà l’autopsia a fornire le prime risposte sul decesso di Simona Cinà, la ventenne trovata morta nella piscina di una villa a Bagheria.
La Procura di Termini Imerese ha aperto un fascicolo per omicidio colposo a carico di ignoti, disponendo il sequestro della salma e il trasferimento al Policlinico di Palermo.
La famiglia non arretra di un centimetro e continua a chiedere chiarimenti: “Perché è morta? Dove sono finiti i vestiti? E se era una festa, perché non c’erano torta e alcolici?”
L’ipotesi del malore prende corpo, ma resta da capire cosa possa averlo provocato in una ragazza in perfetta salute, sportiva e studentessa universitaria.
Il padre, Luciano, distrutto dal dolore, ricorda: “Mia figlia era un pesce d’acqua, faceva surf e pallavolo. Noi vogliamo solo sapere cosa è successo”.
Aumentano però le incongruenze. Alla festa, descritta come una laurea party, non c’erano né torta né alcolici: i soccorritori del 118 hanno trovato soltanto bottigliette d’acqua, mentre nei video – quasi tutti poi rimossi velocemente dai social – alcuni ragazzi tenevano in mano cocktail. “Vogliamo sapere dov’è finito l’alcol”, denunciano la sorella gemella Roberta e il fratello Gabriele.
Il giallo si infittisce dopo aver visto le immagini dove emergono altre anomalie: “I video sono pochissimi e non mostrano né la torta né i momenti salienti della festa”, afferma l’avvocato della famiglia. Negli unici filmati rimasti, Simona appare sorridente, con una gonna di jeans e una camicia verde, mentre balla vicino alla piscina o canta con le amiche.










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