Si è tolto la vita in carcere Stefano Argentino, l'assassino della giovane Sara Campanella, la studentessa di 21 anni di Misilmeri che studiava all'Università di Messina alla facoltà di Tecniche di laboratorio biomedico, accoltellata dal giovane originario di Noto lo scorso 31 marzo.
Il 27enne, che era detenuto in carcere al Gazzi di Messina, dopo essersi dichiarato colpevole era in attesa del processo e proprio oggi pomeriggio si sarebbe chiuso in bagno e si sarebbe impiccato con le lenzuola.
Con lui in cella un altro detenuto più anziano che tuttavia non si sarebbe accorto di nulla.
A settembre sarebbe dovuto iniziare il processo con rito immediato per il femminicidio. Sul banco degli imputati proprio il giovane reo confesso al quale venivano contestate anche le aggravanti della premeditazione e della crudeltà.
La Procura sosteneva che avesse agito per motivi abietti e futili. Al 27enne era stata negata la perizia psichiatrica chiesta dal suo legare difensore, l'avvocato Giuseppe Cultrera.
Tra i motivi il fatto che avrebbe cercato su internet alcune tipologie di coltelli, l'arma con la quale la giovane Sara è stata poi ammazzata.










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