A Palermo, il 6 ottobre 2023, mentre la Sicilia affonda nei suoi problemi cronici – acqua, rifiuti, sanità al collasso – al vertice delle preoccupazioni del presidente dell’ARS Gaetano Galvagno non c’erano le emergenze dell’Isola, ma la sua assenza da una locandina, come riportato dalle intercettazioni della Procura di Palermo.
Era tutto pronto per un convegno sull’importante ruolo delle donne nell’economia organizzato, a Palermo, dalla Fondazione Marisa Bellisario (con Marcella Cannariato, anche lei sotto inchiesta). Solo allora il presidente dell’Ars si accorse di un’assenza ingombrante, la sua.
Il presidente del Parlamento siciliano, si sente “tagliato fuori”. Non un’assenza istituzionale, ma un’assenza di vanità: la sua foto e il suo nome non c’erano. E apriti cielo.
Le chat, finite agli atti dell’inchiesta per corruzione e peculato della Procura di Palermo, parlano chiaro.
Galvagno chiede alla sua portavoce la De Capitano la locandina, controlla come un influencer in cerca di visibilità: “Vediamo se sono scritto… io in un altro evento dove non ero in locandina non sono neanche andato”.
Come se il ruolo istituzionale si misurasse in centimetri quadrati di grafica, non in responsabilità verso un popolo sfruttato e saccheggiato.
La giustificazione della portavoce – “C’è il logo dell’ARS” – non lo soddisfa: “E che vuol dire? C’è anche quello della Regione… e tra i saluti c’è il nome di Schifani. Perché lui sì e noi no?”.
Non è una questione di politica, è una questione di ego. E di soldi. Perché il “grande assente” in realtà c’era: nei 15 mila euro di soldi pubblici spesi per l’apericena dell’evento, autorizzati proprio da Galvagno.
Non presente fisicamente, ma in videomessaggio, per giustificare la spesa. Perché – parole sue – “diventa una questione di principio, mi sento preso per il c… è una questione di rispetto”. Rispetto, sì, ma non per i siciliani che pagano il conto.
Secondo l’accusa, quei 15 mila euro non erano solo un catering, l'aperitivo: erano il tassello di un patto corruttivo, un investimento in visibilità e clientele per le campagne elettorali future, un’occasione per ingrassare la rete di rapporti e far lavorare amici ed entourage.










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