di Alfio Franco Vinci
Il Comune di Bologna, amministrato da una coalizione PD M5S Verdi &co, ha deciso di fornire gratuitamente pipe sterili monouso per fumare crack senza rischio di contrarre malattie infettive per effetto dell’uso promiscuo di pipe improprie.
La decisione sta suscitando non poche proteste per l’evidente ed anticostituzionale diversità di trattamento, rivolto solo ai consumatori di crack.
Da segnalare in particolare:
Quella degli assuntori di eroina che reclamano siringhe, lacci emostatici, e disinfettanti gratuiti e sterili;
Quella degli assuntori di cocaina che chiedono cannucce tronco coniche di aspirazione nasale, sterili e gratuite;
Quelle dei fumatori di Hascisc che chiedono cartine sterili e gratuite per formare “la canna”.
Infine, come direbbero gli anglofili “ last but not least”.
L’associazione nazionale diabetici è in procinto di richiedere distribuzione gratuita di dolciumi, freschi e secchi , purché sterili, per evitare che malattie infettive possano sommarsi all’iperglicemia.
Tutto ciò mi ricorda un episodio accaduto in provincia di Catania circa 50 anni fa.
Un paese della scogliera verso Acireale era preda di teppisti (dilettanti rispetto a quelli di oggi), che, entrando in azione a metà serata, turbavano la tranquillità e la sicurezza di quanti la sera andavano a godersi un po’ di relax e fresco nella splendida piazza a picco sul mare, dove su una piattaforma di scogli suonava un’orchestrina.
Il Sindaco, sollecitato dalle associazioni di categoria, fece prima pressioni e poi proteste verso il Questore perché intervenisse a prevenire e reprimere.
Dopo mille insistenze il questore trovò la soluzione.
Ordinó la chiusura dei locali alle 22, cosicché nessuno venisse disturbato, perché nessuno ci sarebbe stato.
Ovviamente la permanenza di quel funzionario fu molto breve.
Ciò detto, poiché comunque la mettiamo, la distribuzione gratuita di strumenti idonei al consumo di stupefacenti è un incentivo al consumo stesso, credo che, senza doverlo far arrivare da Berlino, ci sarà un giudice a Bologna che, pescando nel nostro ipertrofico codice penale possa far cessare questa follia, che pare pensata più da Mel Brooks che da un Sindaco italiano.
Il motto della città di Bologna è “ LIBERTAS. LIBERTÀ “NON ANARCHIA".
L’animale simbolo della città è il LEONE.
Non la lepre, signor Sindaco Lepore.
Amministri la città, se ne è capace ,e non faccia come quel Questore di 50 anni fa.
I problemi si risolvono eliminandoli, non nascondendoli, come fanno le cameriere quando metteno la polvere nel cassetto.










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