“Burocrazia lumaca, fa perdere un milione di euro ai Consorzi di Bonifica”

Riceviamo e pubblichiamo la nota di denuncia del Sifus settore Consorzi di Bonifica in merito alla burocrazia che farebbe perdere oltre un milione di euro per il “turn over”. 

Dal ddl 1132 art 2 comma 2 (variazioni di bilancio 2021) viene ridotta l’autorizzazione di spesa dell’importo di euro 1.305.501,56 relativa alla “Somma destinata ai consorzi di bonifica per la proroga dei contratti di lavoro e per le garanzie occupazionali” della Missione 16, Programma 1, capitolo 147320, come indicato dal competente Dipartimento dello sviluppo rurale con nota prot. 85617 del 19/10/2021.

«E’ successo che attraverso un emendamento è stata riconosciuta la somma di 900.000 euro come contributo straordinario per la complessa situazione che attraversa il Consorzio di Bonifica di Ragusa, a causa della mala “gestio” delle precedenti gestioni amministrative e dei sistematici ricorsi ai decreti ingiuntivi, per un debito complessivo nei confronti di enti, ditte, Enel, dipendenti e professionisti che ormai fanno avvicinare l’indice verso i 10 milioni di euro di buco» commenta Ernesto Abate, Segretario Regionale Sifus Consorzi di Bonifica. «Tutto ciò – prosegue Abate – mentre i Consorzi di Bonifica, carenti di personale in pianta stabile, come previsto dalle piante organiche variabili (Pov) hanno creato disfunzioni negli 11 Consorzi di Bonifica mandatari senza rappresentanza, anche se attraverso l’art 60 e 61 della lr 9 del 15 aprile 2021 rimangono deficitari, poiché dai piani alti si ponevano il limite del 50 per cento e il limite economico, rispetto al reale fabbisogno, per far fronte alle esigenze del comparto agroalimentare!».

Una denuncia che il Sifus ha manifestato ad aprile, in conferenza stampa, dopo l’approvazione dell’art 60 e 61 della lr 9 del 15 aprile 2021. «In quella data spiegammo – ricorda il segretario regionale Sifus Consorzi di Bonifica – che le risorse disponibili ad applicare il turnover non fossero solamente 350.000 euro come previsto dalla norma (art 60), bensì si sarebbe potuto contare su una fetta ben più cospicua che superava il 1.000.000 di euro, sulla scorta di quanto accaduto nel 2020! Dichiarati folli dai demolitori sistemici che fanno di tutto affinché nulla cambi, ci diedero dei visionari sulla questione. Oggi, attraverso il rallentamento e l’ostruzionismo trasversale, si individua l’incapacità di realizzare per tempo utile le attività propedeutiche nel gestire le risorse economiche messe a disposizione, bruciando di fatto 1.305.000 euro ieri, nel corso dell’approvazione  delle variazioni di bilancio 2021, presenti sul capitolo di spesa 147320, ma soprattutto, perché non attivando per tempo l’attuazione della legge entro il 31 dicembre 2021 si rischia di perdere anche le 350.000 euro disponibili al procedimento di scorrimento automatico del turnover, traducendosi in un grave danno nei confronti dell’indotto economico che gira attorno al mondo agroalimentare. Siamo certi di quanto diciamo, poiché il benefico del turnover arriva per risolvere ad un gap normativo che a seguito di un vulnus, oggi conta 450 lavoratori in meno presenti negli 11 Consorzi di Bonifica siciliani e 210 circa di questi, per i limiti imposti del 50 per cento, potrebbero essere stati assunti nei tempi utili a fornire un servizio più efficace all’utenza consortile ed invece stanno a casa a girarsi i pollici, a causa dei gravi ritardi registrati. Per questi motivi come organizzazione sindacale abbiamo già organizzato un presidio permanente nei giorni 28, 29, 30 e 31 di dicembre, nei quali chiederemo l’intervento della Petix per denunciare le disfunzioni consortili e la burocrazia annessa ad un sistema becero, affinché tutti i nodi vengano al pettine, attribuendo a ragion veduta la classificazione di asini a coloro i quali rendono la Sicilia primi in inefficienze come accaduto per i Pnrr» conclude Abate.