Consorzi di Bonifica e la singolare lettera al presidente Musumeci

Riceviamo e pubblichiamo la lettera accorata di Ernesto Abate, segretario aggiunto del Sifus per i Consorzi di Bonifica

Caro Presidente della Regione siciliana On NELLO MUSUMECI – #DiventeràBellissima, relativamente ai Consorzi di Bonifica sono certo che avrà modo di interloquire con tecnici preparatissimi ed esaustivi, nel rappresentarle tutte le criticità sollevategli; tuttavia ve ne sono alcune davvero elementari che è il caso di tenere in considerazione e che probabilmente non verranno prese in giusta considerazione.

Per un attimo provi a paragonare i Consorzi di Bonifica pensando a trovarsi nell’esercizio delle sue funzioni a presenziare in tutti i tavoli istituzionali regionali, nazionali ed europei, muovendosi con una FIAT 1100 D del 1966 ben chilometrata, tenendo conto dei seguenti limiti:
– il suo autista è un 78ista, cioè può lavorare per Lei 3 mesi l’anno;
– il contributo regionale per il Suo fabbisogno non è del 100%…ma fino al 95% e dipende dal bilancio regionale anno per anno, dopo i fatidici 4 mesi dell’esercizio provvisorio;
– la liquidazione di questo contributo regionale le viene accreditato nell’arco di 4 volte l’anno e da gennaio a luglio avrà ricevuto solamente il fabbisogno di 3 mesi, mentre il calendario ormai segnerà l’inizio del settimo mese;
– quando la manutenzione alla sua storica FIAT 1100 D è difficile sia perché non si trovano i ricambi in commercio, ma soprattutto perché non ha i soldi per andare né dal meccanico, né dall’elettrauto, né dal carrozziere, né tantomeno dal benzinaio!!!!
– ma quando avrà avuto le risorse per andare dal meccanico/elettrauto/carrozziere sarà ormai giunto il mese di dicembre ed avrà trovato l’officina meccanica/elettrica/carrozzeria, senza personale che può intervenire, perché saranno stati autorizzati a lavorare 78/101/151 giorni l’anno;
– quando le risorse economiche sono limitate e la sua storica FIAT 1100 D che ha consumi degni di una Porsche, ma prestazioni inferiori ad una Smart, non le permetterano nemmeno di raggiungere la sede presidenziale di Palermo, dopo essere partito da Militello Val di Catania;
– quando arrivando in Presidenza a Pa­ler­mo non troverà né il toner, né la carta, e la segreteria è sguarnita di personale ed il centralinista è in fase di pensionamento e la penna….sulla scrivania, è senza inchiostro;
– quando, provando a chiamare il capo di Gabinetto, si accorge che il telefono non squilla poiché non essendo stato possibile pagare la bolletta, le hanno staccato il servizio….
– quando le manca metà della Giunta di Governo regionale.

Insomma Caro Presidente Musumeci, certamente al Consorzio di Bonifica non stanno proprio così le cose, ma ragionevolmente quando si ha da fare con 11 Consorzi di Bonifica che hanno accumulato in quasi 30 anni di gestione “vigilata” dalla stessa Regione, ben oltre 120 milioni di euro di debiti; contano una carenza d’organico di oltre 450 unità lavorative previste per l’intero anno, ma semplicemente contratti di lavoro risicati di 3/5/7 mesi; la sicurezza sul lavoro e nei siti consortili non trovano riscontro di fattibilità ma infortuni e scampate morti; le infrastrutture vetuste hanno spento la candelina dei 60 anni d’età; i fanghi di sedimentazione negli invasi non permettono la corretta quantità d’accumulo; gli invasi non hanno mai ricevuto il collaudo finale e che allo stato dell’arte non potranno mai ricevere l’ok per inadeguatezza alle norme vigenti, sempre più stringenti; senza una riforma di settore che restituisca quelle competenze tolte nel passato e ne dia di nuove; senza una liquidazione separata dei debiti che riconduca ad un riequilibrio funzionale ed un onesto parametro di contribuzione dei canoni irrigui e di consumo irriguo, a carico degli utenti consorziati.

Insomma, Caro Presidente, se vogliamo che la Sicilia cambi, bisogna avere il coraggio di cambiare…noi in primis!

Segr Reg Sifus Consorzi di Bonifica Ernesto Abate