Consorzi di Bonifica, l’immobilismo porta alla carenza di organico di 490 unità

“La Regione Siciliana è riuscita a ritagliare un pezzetto di risorse economiche tra quella disponibili nel bilancio regionale, nel corso dell’approvazione della legge di stabilità finanziaria 2022, affinché lo scorrimento automatico del turnover nei Consorzi di Bonifica siciliani potesse procedere anche se a passo di lumaca!” commenta senza nascondere una palese insoddisfazione Ernesto Abate, segretario regionale  Sifus Consorzi di Bonifica, che prosegue spiegando le ragioni che lo portano a questa considerazione. “Nell’immaginario collettivo ci si potrebbe ritenere soddisfatti. Invece no – sottolinea con enfasi – lo siamo al 50% poiché pur proseguendo lentamente verso il ripristino dell’agibilità democratica sul posto di lavoro, si deve pur sempre fare i conti con un lungo periodo di inattività, pari a 26 anni! Infatti, questo immobilismo, ad oggi, conta una carenza di organico negli 11 Consorzi di Bonifica per ben 490 unità di lavoro; pertanto avere riscontrato che una prima trance di 44 lavoratori assunti a tempo indeterminato nel mese di maggio e per effetto delle norme approvate venerdì sera, già dal prossimo mese di luglio potranno beneficiarne approssimativamente altri 44/50 lavoratori a tempo determinato, non è di certo una completa soluzione all’atavico problema di carenza di organico rispetto alla pianta organica variabile! È palese – prosegue Abate –  che se nei Consorzi di Bonifica per funzionare correttamente occorrono al momento 490 unità di lavoro in pianta stabile e si procede all’assunzione complessiva di poco meno di 100 unità di lavoro complessive, la funzionalità ed il servizio irriguo all’utenza consortile è di fatto compromessa pure quest’anno!”

“Serve un grande senso di responsabilità politica e sociale, affinché al momento in cui avverrà lo “scongelamento” delle risorse economiche che si libereranno attraverso l’ok del governo centrale, potranno essere destinate le giuste risorse economiche per raggiungere, come previsto dall’art 60 lr 9 del 15 aprile 2021, il rimpinguamento delle piante organiche variabili per il 50%, cioè appena 245 unità di lavoro! Fino ad ora sono state raccolte solo le briciole, rispetto al vero fabbisogno oggettivo territoriale dei Consorzi di Bonifica, quindi se la politica regionale del fare, tiene all’economia sviluppata dall’indotto del settore agroalimentare, dovrà rimboccarsi le maniche per riconquistare la necessaria credibilità verso il proprio elettorato!” conclude il segretario regionale  Sifus Consorzi di Bonifica