22 Marzo 2022
Covid e vaccinazioni ai bambini, basta complottismi

Il prof. Ignazio Vecchio, neurologo e la prof.ssa Cristina Tornali, neurofisiatra e direttore del Centro di Accademia di Arti Sanitarie protagonisti del format medico scientifico Il Cappello di Archimede, discutono di covid19, vaccinazioni, bambini e profughi di guerra.

Crescono le prenotazioni per il vaccino Novavax. Ciononostante continuano a persistere dubbi e perplessità. Un genitore deve scegliere se far vaccinare o meno i propri figli. E’ giusto vaccinarli? Questi genitori immersi nel caos dell’informazione mediatica non sanno quale sia la risposta che maggiormente garantisca la salute dei loro piccoli. Il prof. Ignazio Vecchio, nello studio di SicraPress, prova a fare chiarezza: “I bambini non sono obbligati a fare il vaccino, ma il settore pediatrico lo raccomanda. Il vaccino è sempre un argine per quelle che possono essere le complicanze del covid19. A livello sociale potremmo affermare che i bambini non vaccinati diventano vettore del virus, motivo per la quale bisogna proteggere la società ma i bambini stessi. Fortunatamente aumentano le richieste di vaccinazione per i bambini, questo perché le fake news stanno lasciando il posto alla verità scientifica. I vaccini sono una delle grandi conquiste della medicina. La ricerca va avanti in modo serio, non ascoltando i social e le fake: basta complottismo, i poteri forti, la massoneria, il Vaticano o i gruppi di potere. Viviamo in un’epoca meravigliosa e disturbata dai tentativi di disinfornmazione. La teoria dei complottismi serve come foglia di fico a mascherare le falle e le zone d’ombra di non conoscenza che suscitano solo spettacolarità, sensazionalismo da fake news, affidiamoci piuttosto alla scienza…”. Continua la prof.ssa Cristina Tornali: “Esiste il documento ufficiale del comitato nazionale di bioetica, in cui troviamo dati pediatrici del tutto confortanti. La somministrazione del vaccino ai bimbi dai 0 a 4 anni è in fase di approvazione mentre da 5 a 11 anni il vaccino è sicuro, perché sperimentato”.

In Ucraina il popolo è in fuga. Come intervenire sulle vaccinazioni?

Questo è un’interrogativo che, in questi giorni, in molti si stanno ponendo. La professoressa Tornali con delicatezza esprime il proprio punto di vista: “Bisogna contrastare la guerra e la discordia con il nostro operato e contrastare la paura con il sorriso. Bisogna offrire alloggi, conforto e tutela sanitaria ad un popolo che scappa dalla guerra. Ci sono già degli hub vaccinali per far fronte alla salute di questa gente. Non vaccinarli vorrebbe dire vanificare il gesto della vaccinazione del popolo italiano. Per certi versi la vaccinazione ha aiutato ad uscire da una fase della pandemia ma, il virus esiste e il contagio è in aumento. La variante Omicron2 ne è il risultato”. Conclude il prof. Ignazio Vecchio: “Se ogni essere umano si sapesse uniformare, se sapesse assimilare, guardare e capire le sofferenze di un altro essere umano e ad averne rispetto, l’idea della guerra, del sopruso e della prevaricazione lascerebbe spazio alla sgomento di fare sempre meno per coloro che soffrono. Il traguardo dell’esistenza umana è di vivere nel rispetto di chi soffre e di chi ha bisogno, non dimentichiamolo”.