12 Ottobre 2022
Depressione? Fenomeno spesso trascurato…anche al GF Vip

Salute mentale sia in periodo perinatale che nei reality show: ne hanno parlato i professori Cristina Tornali e Ignazio Vecchio, rispettivamente neurofisiatra e neurologo. Il Cappello di Archimede, popolare format di medicina e scienza di Sicra Press (in onda su Etna Channel, canale 199), nell’ultima puntata, fra gli argomenti proposti, ha acceso i riflettori sulla depressione perinatale e sulle vicende accadute al Grande Fratello VIP, reality in onda sulle reti Mediaset.

Ogni anno in Italia 90.000 madri soffrono di depressione perinatale

“Questa è una problematica molto importante di cui purtroppo si parla molto poco, a seguito della quale la madre si potrebbe trovare costretta a smettere di allattare in quanto è tenuta a seguire una cura prescritta dallo specialista”, dichiara in apertura il prof. Ignazio Vecchio, neurologo, che denuncia la scarsissima attenzione che viene dedicata a questo fenomeno che oltre alla madre, affligge in maniera importante anche il padre: aspetto questo che viene spesso trascurato.
“Le cause che portano a questo disturbo sono molteplici ed è importante ricordare che non esiste una spiegazione singola, le più influenti sono senza dubbio: il vissuto della donna, la mancanza di un’adeguata preparazione all’evento e un eccessivo carico di aspettative nei confronti della madre. I neo-genitori devono fare i conti con l’inserimento sociale, le situazioni economiche”, ricorda il prof. Vecchio che continua rassicurando: “Queste situazioni trattate bene, si risolvono bene. Insomma, bisogna abituare la madre alla gioia e non scordare che, dietro a tutti i festeggiamenti, lei ha sempre bisogno di aiuto, perchè “senza serenità non c’è mai premessa di gioia”.
La professoressa Cristina Tornali, fisiatra e direttore del centro accademia di arti sanitarie, ci ricorda che, durante la gravidanza, vari processi a livello neuro-ormonale entrano in gioco assieme ad eventuali farmaci prescritti dai ginecologi, il che contribuisce all’innalzamento o abbassamento di alcuni ormoni che possono avere un impatto molto forte sull’umore della donna, durante e dopo il parto. Raccomanda allo stesso tempo di contattare immediatamente un medico “alle prime avvisaglie di calo del tono dell’umore”.  La prof.ssa Tornali, passa poi a parlare di come dovrebbe comportarsi l’uomo che affianca la madre mentre affronta questa situazione: “La prima cosa da fare è considerare la coppia come un tutt’uno e nucleo del genere umano, pensiero sempre più raro nella società di oggi. Lasciare da sola la donna in questo periodo la espone ad un rischio più elevato di disagio e impreparazione sociale, ma è fondamentale tenere conto che anche per un padre che non partecipa attivamente, c’è il rischio di sentirsi come colui che ha soltanto donato il seme e nient’altro; quindi escluso, anche per via di tutte le attenzioni che solitamente vengono date soltanto alla madre”.
la professsoressa Tornali aggiunge: “Inoltre uomo e donna sono uguali per dignità ma diversi sotto tanti altri aspetti e bisogna ricercare la complementarietà e la collaborazione tra i due genitori durante il periodo di crescita del bambino: l’uomo può a esempio mettere a disposizione la propria forza fisica, cosa che solitamente manca alla madre durante e dopo il periodo di gravidanza, aiutando nello specifico nei piccoli lavoretti domestici come lavare i piatti o se il bambino si sveglia durante la notte…”.

Bullismo e “branco” contro Marco Bellavia al GF VIP

Si continua a parlare di salute mentale ma stavolta prendendo come spunto il recente caso di Marco Bellavia, concorrente del popolare reality show “Grande Fratello VIP” (o GF VIP) che si è trovato costretto ad abbandonare il programma a seguito di insulti e atti di bullismo subiti per via della sua condizione depressiva.
Il prof. Ignazio Vecchio sottolinea ancora una volta come la problematica dell’altrui sofferenza, venga trattata in maniera completamente inappropriata e addirittura spettacolarizzata nella società odierna. Nel caso specifico dei programmi televisivi “l’aspetto della privacy (…) deve cedere il passo allo scherzo volgare”. Viene poi esaminato il ruolo della meccanica del “branco” che si coalizza contro l’individuo più debole.  Spesso queste aggressioni non vanno a sfociare nella violenza fisica ma semplicemente verbale che può essere addirittura peggiore. Purtroppo questo fenomeno si sta normalizzando mentre la solidarietà nei confronti dei soggetti più deboli diventa una pratica sempre più lontana.
Per il prof. Vecchio, il modo migliore di combattere il bullismo è semplicemente l’educazione che sempre più spesso sembra “quasi una chimera”. Educazione: qualità apparentemente basilare ma sempre più rara nella nostra società, tanto che per il noto neurologo è inaccettabile che “si possa continuare a discutere di tutto e quando si parla di educazione sembra che sia un parametro che non trovi più cittadinanza” nelle scuole così come in Parlamento.
La professoressa Tornali infine definisce la televisione, e i nuovi media digitali in genere, come “terzo educatore”: dopo il genitore e la scuola, e ne rimarca la pericolosità. In quanto sono facili da usare in maniera inappropriata o deleteria, come in questo caso, per la loro capacità di diffondere efficacemente modelli di comportamento tanto influenti quanto insidiosi. Solleva inoltre la questione di chi sia il vero malato psichiatrico: la vittima o il branco che si coalizza contro un singolo individuo più debole?
Se non altro questo triste episodio ha dato risalto a un fenomeno molto attuale e diffuso di cui non si parla abbastanza.

Enzo Orazio Alberelli