La Forestale nella bocca dell’inferno degli incendi dolosi

Orazio Vasta

L’ora era quella esatta per scatenare l’inferno degli incendi dolosi.  Non esiste prevenzione e messa in sicurezza del territorio in questione, scarsi i controlli. Erano circa le 14 di un caldissimo pomeriggio di settembre quando le squadre antincendio boschivo della Forestale CT 21 e CT40 intercettavano un vasto fronte di fuoco in contrada San Francesco La Rena. Il fuoco, dopo esser stato bloccato dai Forestali sul Canale Buttaceto, stava letteralmente aggredendo i Villaggi Ippocampo di mare, Jonio e Azzurro, in buona parte evacuati per sicurezza. Disagi notevoli anche all’aeroporto Vincenzo Bellini di Catania, con aerei dirottati su Palermo e alcuni costretti a ritardare la partenza.
La pattuglia del Distaccamento Forestale di Catania intervenuta prontamente vista la pericolosità – molte case erano in pericolo ed alto il rischio per l’incolumità – richiedeva prontamente l’intervento dei Vigili del fuoco e dei mezzi aerei.


Sul posto, per evitare ulteriori rischi e tutelare l’incolumità delle stesse persone, si richiedeva di far intervenire altre forze dell’ordine: la Polizia di Stato interviniva con diverse pattuglie, assieme alla Guardia di Finanza e ai Carabinieri della stazione Plaia. I carabinieri della stazione Plaia, in contatto con Andrea Munzone comandante del Distaccamento Forestale di Catania, durante la loro proficua perlustrazione in diversi luoghi a rischio, avvistati i roghi li segnalavano prontamente e con i mezzi di emergenza si facevano intervenire, come nel vicino Asse dei Servizi, dove un incendio  lambiva un distributore di benzina. Durante le concitate operazioni, al Villaggio Ippocampo di mare, una famiglia veniva soccorsa appena in tempo da una pattuglia del Distaccamento Forestale di Catania, pochi attimi e si sentiva a poca distanza l’esplosione di una bombola di gas. Altri ragazzi venivano portati a distanza di sicurezza dalla stessa pattuglia. Tre elicotteri della Forestale e uno dei Vigili del fuoco davano il massimo, salvando dal rogo molto verde e diverse villette, una roulotte si “scioglieva” ed ennesima esplosione.

La Protezione Civile di Catania inviava due autobotti e loro personale. Veniva salvato il cuore pulsante della Riserva dell’Oasi del Simeto. In quel luogo le squadre di volontari di Adrano, Belpasso e Scordia, davano manforte alla Squadra della Forestale CT 21, mentre un Canadair dall’alto faceva “miracoli”. Intanto, il forte vento stava direzionando le fiamme verso il ponte Primosole, dove ottimo è stato l’intervento del DOS Forestale. Le squadre delle associazioni sino a tarda sera continuavano a bonificare l’area del vasto incendio dei villaggi colpiti mentre ancora rimaneva accesa la spazzatura, una montagna, e non bastava un’intera autobotte del Comune a sedare le fiamme.
Le operazioni venivano chiuse dai Vigili del fuoco e dalla CT 21 e da una pattuglia del distaccamento Forestale di Catania intorno a mezzanotte. La matrice dolosa è chiara e ancora una volta parlare di piromani riduce la gravità di vere e proprie azioni criminali contro il territorio. Comunque,  senza l’ intervento in sinergia di tante forze, compreso quella degli operatori del 118, poteva scapparci il morto tra soccorritori e abitanti,  diversi rimasti intossicati.