La Sicilia trema dopo la tragedia delle Marche

Chi ha fatto richiesta fra i Comuni siciliani per accedere alla richiesta di contributi, nel limite di 400 milioni, per l’anno 2023, destinati alle opere pubbliche di messa in sicurezza degli edifici e del terrritorio? Ci riferiamo al bando pubblicato in Gazzetta Ufficilae n.187 dell’11 agosto scorso.

L’appello inascoltato dei vigili del fuoco

La tragedia delle Marche dovrebbe far riflettere anche chi sta facendo campagna elettorale: quali progetti (esecutivi?) sono stati avviati per salvaguardare il territorio, devastato dagli incendi e trppo fragile per reggere alle bombe d’acqua? Non c’è bisogno di indagare troppo. I Comuni o buona parte di essi sono impreparati, molti non hanno nemmeno un piano di Protezione Civile e il personale scarseggia e dove c’è il personale mancano le competenze. Anche i Vigili del fuoco, attraverso Carmelo Barbagallo, coordinatore regionale usb, sono preoccupati.

“Da anni parliamo con tutta la politica, da destra a sinistra, passando per il centro e i vari movimenti, compresi i sindaci – rivela Carmelo Barbagallo – ebbene, abbiamo solo ricevuto promesse e pacche sulle spalle. Incontri, convegni, appuntamenti privati: tutto inutile fino a oggi. In Sicilia siamo in piena emergenza di uomini e mezzi. Eppure noi come Vigili del Fuoco siamo sempre i primi a intevenire. Con l’approssimarsi dell’autunno, verosimilmente, dovremo affrontare le emergenze legate agli allagamenti, agli smottamenti e alle frane. Sulla messa in sicurezza del territorio non si è fatto nulla di efficace e imporante: a parte qualche consolidamento ma di poco conto. Nessun oha messo nel conto i cambiamenti climatici, anche i temporali autorigeneranti attraverso il mare, ormai troppo caldo. Sì, siamo preoccupati e molto, anche per la mancata manutenzione di torrenti e fiumi. L’anno scorso, a ottobre, a Gravina di Catania, è morto annegato un uomo di 53 anni e a Scordia marito e moglie hanno perso la vita sempre a causa degli allagamenti: non dimentichiamolo…”. Appunto.

Sandro Gaglio

Unico nel suo genere, unico nel raccontare la “strada” e tutte le sensazioni giornaliere, comprese le denunce. Gaglio rappresenta l’occhio e la voce della gente comune, lo “strumento” mediatico delle mille proteste in piazza ma anche delle curiosità a tutto tondo.