1 Agosto 2022
Quel monopattino sott’acqua, simbolo della città allo sbando

Una riflessione leggermente più ampia al di là dell’atto vandalico (il monopattino scaraventato in acqua), una riflessione su una città dove nessuno riesce più a indignarsi.

 Assordante il silenzio della Politica

Stamani, passeggiando per San Giovanni li Cuti assieme al mio amico fraterno Andrea, osservando il fondale del piccolo porticciolo, i nostri occhi sono rimasti sbarrati alla vista di quanto postato nella foto. Un monopattino scaraventato in acqua giacente sul fondale. L’incredulità ci ha bloccati a tal punto che stentavamo a credere a tale visione. Poi ci siamo mentalmente ricomposti ed abbiamo pensato alla qualità della vita che questa meravigliosa (?) città ci sta offrendo: dalla spazzatura alle strade gruviera, dalla delinquenza minorile alla totale assenza del mercato del lavoro; dalla preoccupante dispersione scolastica all’assenza totale di politiche sociali concrete sul territorio; una città nella quale un figlio ammazza la madre che avrebbe voluto tirare fuori la propria creatura da certi ambienti e nessuno, dicasi nessuno, “spende” una parola sul clima sociale di grave degrado dov’è precipitata la città.

Bob Cane e Bill Finger…

Assordante è il silenzo della Politica (con la P maiuscola). Assessori, consiglieri e cosiddetti leader che se ne stanno dietro le scrivanie, al fresco dei loro uffici, ottimamente climatizzati. Credo che Bob Cane e Bill Finger, autori di Batman, non avrebbero dovuto inventare nulla sui personaggi e scene del crimine e neanche sul nome della città. Anziché Gotham City avrebbero trovato gran parte dei loro racconti, qui nella nostra amata città. Sì, perché siamo in tanti ad amare Catania, siamo in tanti ad essere ligi alle regole dello Stato e del vivere civile in serenità. Altri preferiscono fare i fenomeni sui social. Personalmente ho preferito scrivere poche righe nella speranza di suscitare interesse a tutti gli attori “positivi” di questa città: a pensare, per un attimo, che serve una riflessione più ampia sulle politiche giovanili, sull’educazione, sulla prevenzione e sui luoghi di aggregazione. Perchè non ne usciremo più dal tunnel se a ogni gesto d’inciviltà o maleducazione, chiuderemo l’argomento con un elusivo “…è stata solo una bravata…”.

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