17 Gennaio 2023
Violenze in famiglia: responsabile una società liquida

L’aggressività dell’essere umano e la propensione all’egoismo, piuttosto che al vivere in pace con gli altri, sono aspetti che da sempre contraddistinguono la natura umana e che oggi  escono  fuori dal retroscena delle mura domestiche presentando sulla ribalta una società “fluida”: sempre più violenta e priva di valori stabili e fissi  a cui affidarsi.

«La società odierna» -spiega infatti la professoressa Cristina Tornali, docente universitaria e fisiatra-« è soggetta a stimoli continui e culture differenti che mescolandosi creano tensioni e spaesamento.»  E’ la perdita di un nucleo familiare stabile che annulla l’esistenza di una società altrettanto solida: questa la spiegazione della professoressa, intervenuta come ospite al programma “Il cappello di Archimede”,  nel tentativo di rintracciare le cause scatenanti di una continua violenza domestica nel rapporto tra genitori e figli.

Non nutrire il cervello di “acqua sporca” è il primo passo per una società migliore

«Apprendendo  continuamente esempi di egoismo, violenza, mascolinità tossica e sessualizzazione della donna  non possiamo attenderci conseguenze positive rintracciabili nella società.» Così il neurologo Ignazio Vecchio, ospite anch’egli della trasmissione,  denuncia il ruolo aggressivo e demolente dei valori fondamentali,  svolto dai  social media,  dalla stampa e dalle  istituzioni politiche. «Gli esempi che il cervello riceve continuamente dall’esterno condizionano poi il nostro modo di pensare.» Anche in campo sportivo, sottolinea incalzante Cristina Tornali (ricordando il recente episodio dei tifosi ultras protagonisti di uno sconto  in  autostrada) si verifica un ribaltamento di valori. «Da un campo sportivo a un campo di guerra: la televisione ci  sta educando alla violenza.»

Papa Francesco: il chiacchiericcio è un’ arma letale che uccide amore e società

«Screditando e distruggendo la dignità di una persona diffondiamo odio e tensione: la morte peggiore per l’uomo è l’abbattimento della sua dignità umana.» Così reagisce la Professoressa Tornali alla dichiarazione di Papa Francesco. La responsabilità di un linguaggio sempre più violento e volgare che mira a screditare la dignità dell’altro è la prima matrice, rintracciata dagli ospiti in sala, da cui nascono poi comportamenti violenti. «Colpevoli le istituzioni politiche sempre più vuote di argomentazioni valide  e di strutture dialettiche che non mirino al disgregamento della dignità personale dell’avversario politico.»Alla ricerca di nuovi e buoni esempi che diano spazio alle “tematiche del cuore”,  così definite dal neurologo, e che si riferiscono al rispetto degli altri e alla convivenza pacifica, Ignazio Vecchio richiama le scuole a un ruolo di rieducazione della grammatica sociale per combattere un infantilismo latente.«Prima di parlare di educazione sessuale, le scuole devono rieducare al rispetto della famiglia e dei valori tradizionali sviliti  dalla modernità.»

“Non cerchiamo un cattivo, piuttosto enfatizziamo il buono delle nostre società”

Gli esperti stimolano una partecipazione attiva nell’interessamento del bene collettivo per una maggiore serenità sociale. «Il cittadino che tiene al bene pubblico è un cittadino che pensa a rimediare ai problemi riconoscendo il buono della società di cui si sente protagonista.»Dalla a perdita del valore della comunità, della sua storia e tradizione, emerge la figura del bullo. Il neurologo  Vecchio a riguardo chiede alle scuole l’inizio di un programma di educazione civica sottolineando la necessità per i giovani di trovare nei genitori e negli insegnanti modelli e fonti di sapere veritieri, da contrapporre alle informazioni promulgate dai social media. «E ‘ infatti»- sottolinea Cristina Tornali-« in famiglia e nelle scuole che si  possono rintracciare personalità da emulare ai fini di educare i più piccoli alla giustizia per un investimento nel  futuro della società.»