
L’ennesima inchiesta sul voto scambio. Stavolta della procura di Termini Imerese, per voto di scambio come detto e altri reati; è sfociata nell’avviso di conclusione indagini nei confronti di 96 politici tra assessori regionali, deputati e sindaci. Nell’inchiesta, nata da un’indagine sui fratelli Salvino e Mario Caputo, figurano tra gli altri l’ex presidente della Regione Totò Cuffaro (Cuffaro era stato scarcerato nel dicembre del 2015 dopo avere scontato una condanna a sette anni di reclusione per favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra), l’assessore regionale al Territorio Toto Cordaro, il capogruppo all’Ars di Diventerà Bellissima Alessandro Aricò, il sindaco di Termini Imerese Francesco Giunta, oltre agli ex coordinatori della Lega in Sicilia, Alessandro Pagano e Angelo Attaguile. L’indagine è stata avviata sulle elezioni regionali del novembre 2017 ma si è poi allargata alle amministrative di Termini Imerese di due anni fa nelle quali è stato eletto il sindaco Francesco Giunta sostenuto da uno schieramento di centrodestra. La vicenda che ha mosso l’inchiesta è quello dei fratelli Salvino e Mario Caputo, il primo ex deputato regionale ed ex sindaco di Monreale, che a causa di una condanna non poteva essere candidato. Al suo posto è stato presentato il fratello ma nella comunicazione elettorale sarebbe stato utilizzato un raggiro: il nome di Mario Caputo era accompagnato dalla indicazione “detto Salvino” che avrebbe, secondo la Procura, indotto gli elettori a votare un candidato scambiandolo per l’altro. Di questa presunta manipolazione della volontà degli elettori rispondono sia i fratelli Caputo sia gli ex coordinatori della Lega in Sicilia, Alessandro Pagano e Angelo Attaguile. Attorno alle due elezioni sarebbe stato organizzato un sistema di scambi e di promesse che riguardavano posti di lavoro, esami di maturità, ammissioni ai test per facoltà a numero chiuso. In questo scambio sarebbero coinvolti esponenti di schieramenti lontani, tra cui Filippo Maria Tripoli della lista “popolari e autonomisti”, il quale era sostenuto dall’ex governatore della Regione Totò Cuffaro, e Giuseppe Ferrarello, ex sindaco di Gangi (Palermo), candidato nella lista del Pd. Proprio Cuffaro ha fatto sapere che presto chiarirà la sua posizione, perchè si ritiene estraneo alle accuse (foto Unione Sarda).
